Prolasso uterino: cause e fattori di rischio

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La gravidanza, il parto per via vaginale (specie se i bambini che nascono sono macrosomi – ovvero di peso superiore a 4kg), come pure le lacerazioni vulvo-vaginali importanti e la stessa pressione esercitata dal feto nell’utero durante e in coda alla gestazione, possono essere cause e concause di prolasso uterino. Nelle donne che vengono colpite da prolasso uterino insorge spesso disagio e allarme, dovuti essenzialmente al dolore associato e alla sensazione di un movimento viscerale. Tuttavia, nei casi più lievi, è sufficiente attuare semplici misure di controllo mentre soltanto nei casi più gravi è necessario ricorrere a rimedi più invasivi, chirurgia compresa.

Cos’è il prolasso?

Un organo subisce un prolasso quando “esce” dalla sua sede naturale a causa di un rilassamento o una lesione dei tessuti che circondano l’organo stesso;  con il prolasso uterino l’utero si stacca dalla sua sede e penetra all’interno della vagina. Questo fenomeno si verifica a seguito di un indebolimento delle strutture di sostegno del pavimento pelvico che è l’insieme di muscoli, legamenti e tessuti posizionati alla base della cavità addominale, nella cosiddetta zona pelvica. Il pavimento pelvico ha quindi una funzione molto importante negli individui in quanto sostiene e mantiene nelle loro posizioni alcuni organi come uretra, vescica, intestino e, nelle donne, utero.  L’indebolimento del pavimento pelvico può quindi comportare la comparsa di disturbi di varia natura, sia fisica che sessuale.

Il prolasso uterino può essere classificato in base alla sua entità ed è lieve quando solo una piccola parte dell’utero si cala nella vagina; moderato quando l’utero raggiunge l’apertura della vagina e grave nei casi in cui l’eccessivo indebolimento del pavimento pelvico ha consentito la fuoriuscita dell’utero dalla vagina. E’ possibile inoltre fare un’ulteriore distinzione tra prolasso uterino completo e prolasso uterino incompleto, a seconda se si è verificato il parziale o totale scivolamento dell’utero dalla

Come fare prevenzione

Adottando una serie di misure preventive è possibile evitare il verificarsi di prolasso uterino o abbassare il rischio che questo si manifesti. Particolarmente consigliati, anche nei casi in cui il prolasso si sia già manifestato, sono i cosiddetti esercizi di Kegel per il rinforzo del pavimento pelvico.

Inoltre è fondamentale adottare uno stile di vita sano che includa una dieta ricca di fibre contro la stitichezza, la perdita di peso in caso di sovrappeso, l’assunzione di circa 2 litri di acqua al giorno, una moderata attività fisica per il benessere generale e una corretta motilità intestinale. Occorre poi evitare di sollevare pesi in modo errato, sforzarsi troppo nell’atto della defecazione e spingere con i muscoli del pavimento pelvico nell’atto della minzione. Quando si avvertono i primi sintomi del prolasso o si verifica incontinenza urinaria è bene rivolgersi al medico che consiglierà un esame pelvico per una diagnosi precisa.

Le cause del prolasso

Una delle cause più comuni di prolasso uterino è il parto vaginale o con complicazioni (lungo travaglio) e in particolare può insorgere in presenza di un feto di grandi dimensioni.  Ma il prolasso può essere favorito anche da:

  • obesità e vita sedentaria

  • seria stipsi cronica o sforzi eccessivi e prolungati

  • fattori genetici

  • isterectomia radicale

  • bronchite cronica

  • sollevamento errato di oggetti pesanti

Tra i principali fattori di rischio rientrano il numero di parti vaginali, per cui una donna che ha partorito più volte è maggiormente esposta al rischio di prolasso uterino; l’invecchiamento, poiché nel periodo post menopausa vi è un naturale indebolimento della muscolatura del pavimento pelvico; interventi chirurgici subiti in precedenza e fattori genetici.

Cosa comporta il prolasso?

Il primo indizio di un prolasso è una sensazione di ingombro vaginale, la malattia è già in stato di avanzamento quando alla sensazione appena descritta si accompagna la percezione tattile di qualche cosa che fuoriesce dalla vagina.

Questi sintomi possono ricorrere con più frequenza alla sera, dopo sforzi eccessivi, dopo molto tempo trascorso in piedi o in concomitanza a fenomeni di stipsi. Il prolasso può manifestarsi anche attraverso “deficienze urinarie”, incontinenza, incompleto svuotamento della vescica, ossia ritenzione, infezioni e ostruzioni acute. Quando sono interessate le vie urinarie è probabile che il problema coinvolga la vescica.

Ove il prolasso sia tanto avanzato da comportare discese, di organi e mucose, fuori dall’imboccatura vaginale molti possono essere i fenomeni infiammatori. Ciò chiaramente dipende dal fatto che il prolasso, in tali casi, genera un’anomala esposizione di strutture interne all’ambiente esterno che per sua natura è un ambiente avverso contaminato da diversi batteri.

Il Prof. Mauro Cervigni esegue visite ambulatoriali e interventi chirurgici di ginecologia e urologia.

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2020-01-14T10:01:51+00:00