In campo uroginecologico alcune condizioni cliniche, come un trauma grave o un’infiammazione, possono comportare complicanze tra cui l’insorgenza di fistole vescico-genitali-rettali. Le fistole possono essere definite come tragitti patologici, di forma tabulare, che si formano tra un organo e l’altro, ossia canalicoli anomali che mettono in comunicazione due qualsiasi strutture anatomiche vicine e normalmente separate. La diagnosi tempestiva è fondamentale, per evitare gravi conseguenze

Le fistole vescico-genitali

Riguardano la connessione tra la vescica e un preciso tratto dell’apparato genitale femminile (vagina, cervice uterina, utero). Queste comportano un passaggio di urine dalla vescica (o uretere) alla vagina o all’utero con conseguente perdita delle urine dalle vie genitali e sviluppo di infezioni. In particolare le fistole vescico-vaginali possono essere anche diretta conseguenza di danni ostetrici durante il parto e di esiti di terapia radiante.

Le fistole vescico-rettali o retto-vescicali

Si formano tra retto e vescica e c’è quindi una comunicazione anomala tra l’intestino retto e la vescica. Possono essere causa di gravi infezioni urinarie ed è indicato il trattamento chirurgico. Generalmente dipendono dalla presenza di diverticoli o altre malattie infiammatorie come il morbo di Chron. In questi casi non basta agire sulla fistola, ma occorre studiare una terapia che agisca direttamente sulla causa.

Le fistole retto-vaginali

Le fistole retto-vaginali comportano una connessione anomala tra retto e vagina. La presenza di queste fistole può essere estremamente debilitante per il soggetto che ne è colpito, in quanto può comportare incontinenza fecale. Le pazienti con fistole retto-vaginali sono sottoposte a stress psicologico, in quanto la loro condizione le pone in uno stato di profondo disagio.

Il trattamento con chirurgia endoscopica

Per quanto riguarda le soluzioni terapeutiche, sono disponibili differenti tipologie di trattamento, anche in base alla localizzazione e alla gravità della fistola. Nella maggior parte dei casi si procede chirurgicamente e in alcuni casi le fistole possono essere trattate mediante chirurgia endoscopica. Occorre tuttavia un esame preliminare obiettivo per accertare posizione precisa, lunghezza, profondità e direzione della fistola. Bisogna tener conto inoltre che quando si agisce chirurgicamente sulla fistola, ignorando la causa che l’ha generata, aumenta il rischio di recidive. Per questo motivo è importante cercare di individuare, se possibile, le cause, in modo da poter intervenire in modo diretto proprio su queste.

Il Prof. Mauro Cervigni esegue visite ambulatoriali e interventi chirurgici di ginecologia e urologia.

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